Minestra di cavolo nero con farina di mais

On air: "Only a River" Bob Weir



Non ho ricordi molto nitidi del mio primo incontro con il cavolo nero, ma ho solo la memoria di un capodanno a casa della mia bisnonna dove la mia prozia di Livorno aveva fatto una zuppa che mi fu servita sopra due fette di pane tostato e agliato, il primo assaggio fu il miracolo e quel sapore mi si stampò nella mente e certo tutt'oggi di replicarlo senza tuttavia riuscirci.



Quindi lascio quella memoria fissa nella mente e vado avanti cercando sempre nuovi spunti che spesso trovo girovagando nei libri di cucina o sul vasto mondo del web.

L'altro ieri ho rivisto un video di un vecchio signore fiorentino che preparava questa minestra con quattro semplici ingredienti, tra cui il cavolo nero, ricordando come un tempo questi piatti si mangiassero per più giorni di fila, come del resto gran parte dei piatti della nostra tradizione. 

Amo riutilizzare, riciclare e conservare gli alimenti, mi sembra che acquistino più dignità e che tante volte migliorino con il tempo, d'altronde il pane appena sfornato non è che sia gran che (secondo me) ma comincia ad assumere una sua questione due o tre giorni dopo, vi scrivo dunque questa ricetta che è secondo me fatta a misura d'uomo, per dargli la possibilità di dedicarsi un po' a se stesso. Cosa che di questi tempi è sempre più difficile.


Ingredienti per 4 persone:

300 g di cavolo nero

150 g di farina di mais

1 cipolla

1 porro

sale, pepe

5 cucchiai di olio e.v.o.

parmigiano reggiano grattugiato a piacere


Sfilate il cavolo nero, lavatelo e poi tritatelo abbastanza grossolanamente. Poi pulite la cipolla e il porro, tritateli e fateli soffriggere nell'olio e.v.o. fin quando non saranno ben dorati aggiungete dunque il cavolo nero e fatelo appassire, unite poi un paio di litri d'acqua, portate a bollore e poi fate cuocere per una mezz'ora. Passato questo tempo aggiungete la farina di mais a pioggia sempre rimestando per evitare la formazione di grumi e cuocete per 40-50 minuti sempre continuando a mescolare e salando e pepando solo a fine cottura. Poi mettete il tutto in una pirofila e lasciatela raffreddare e rassodare. Il giorno successivo tagliate a fette la polenta ben rassodata e riscaldatela in una padella anti-aderente con un paio di cucchiai d'olio, impiattatela con una bella spolverata di parmigiano e un giro d'olio a crudo.

Io l'ho mangiata anche appena fatta, ma datemi retta, se avrete il coraggio di farla riposare e riscaldarla acquisterà molte altre sfumature di sapori.






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