giovedì 21 luglio 2016

Coniglio fritto

On air: "Time" Pink Floyd 




Quest'anno il ritorno si è fatto attendere, ho sofferto il caldo in quel piccolo appartamentino di Milano ma poi finalmente ho dato l'addio, almeno per un po', ai muri di cemento e all'asfalto e mi sono rituffato nel verde e nell'azzurro pronto a riprendere fiato prima dell'ultimo sforzo scolastico.



Ci sono poche cose che mi emozionano veramente e una di queste è svoltare la curva prima di arrivare a casa, superare la macchia d'alloro e innamorarmi ogni volta di quel piccolo fazzoletto di terra separato dal resto del mondo: d'estate potrebbe sembrare un posto brullo e secco, mentre d'inverno è buio e umido, ma è lì che il mio bisnonno costruì la sua casa nel '64 e sempre lì è nata e cresciuta la mia famiglia.

Ritornare a casa significa perdere tempo a chiacchierare con le mie prozie, sedersi sotto un leccio a sentire le cicale ma anche poter cucinare senza aver bisogno di andare al mercato, prendendo semplicemente ciò che il lavoro nell'orto e nella fattoria ci ha dato e vivere seguendo il sole e le stelle che per me significa non avere fretta.

E non avendo fretta ho deciso di fare il coniglio fritto, un piatto che fino a ieri consideravo mitologico ma che ora considero quasi divino.


Ingredienti per 4 persone:

700 g di coniglio (con l'osso)

250 ml di vino bianco secco

Il succo di 1 limone

6 - 7 uova

2 rametti di rosmarino

400 di pangrattato (meglio se fatto in casa)

200 g di semola di grano duro

2 lt di olio e.v.o. per friggere

sale e pepe


La sera prima tagliate il coniglio a pezzi piccoli e metteteli a marinare con il vino, il succo di limone, sale e pepe. Il giorno dopo scolate i pezzi dalla marinata e asciugateli procedete dunque con l'impanatura, passateli prima nella semola, poi nell'uovo sbattuto a cui non avrete aggiunto sale e poi nel pangrattato (io poi li ho ripassati di nuovo nell'uovo e poi nel pangrattato per rendere il tutto più croccante) e quando avrete terminato quest'operazione riponeteli in frigo per un'altra ora. 
Passata un'ora mettete a scaldare l'olio, io ho usato olio e.v.o. perché è di nostra produzione e mi sono permesso questo lusso ma voi usate pure olio di arachidi. Quando l'olio avrà raggiunto la temperatura di 160 °C iniziate a friggere pochi pezzi alla volta, ogni pezzo dovrà cuocere almeno 15-20 minuti, controllateli dunque girandoli di tanto in tanto e regolando la fiamma in modo da non far bruciare l'esterno e lasciare crudo l'interno. Servitelo dopo averlo fatto asciugare dall'olio in eccesso con una bella spolverata di sale e una macinata di pepe. E' una preparazione che richiede pazienza e attenzione ma che alla fine vi sorprenderà lasciandovi senza parole.




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