sabato 10 ottobre 2015

"Pett'la" con ceci e calamaretti


On air: "Nuvole Bianche" Ludovico Einaudi



"L’amore riprendeva con una furia pari a quella del litigio. Era difatti la stessa cosa, ma Cosimo non ne capiva niente."
Italo Calvino, Il barone rampante


Ottobre avvolge già le sere e gli animi, il rumore dei vecchi tram milanesi già rompe il silenzio della città immersa nella notte.



La città non mi è mai calzata a pennello, non amo i palazzi che nascondono l'orizzonte, le macchine, i semafori e le persone e la solitudine che questa mi crea.
L'unico posto che adoro della città è il mercato, lì dove i prodotti della campagna si riuniscono e colorano una grigia strada cittadina di un'esplosione di sapori: il cavolo nero con il suo verde scuro, quasi smeraldo, le zucche mantovane, le cipolle, gli ultimi peperoni e i funghi signori dei boschi e delle tavole autunnali.

Quest'oggi però non saranno le verdure ad essere protagoniste della mia ricetta ma i legumi, per la precisione i ceci, quelli che mio nonno ha coltivato in montagna, e i calamari che andranno ad armonizzarsi in una splendida minestra che sarà poi completata da quella che mia nonna chiama "Pett'la" cioè una pasta fresca fatta unicamente con acqua e farina.

Dosi per 4 persone:


200 g di farina di semola di grano duro

1 cucchiaio di olio e.v.o

100 g di acqua (può variare in base alle condizioni della farina)


Per la minestra:

250 g di ceci cotti

500 g di calamaretti già puliti

1 piccola cipolla

1 piccola carota

1 piccola costa di sedano

2 foglie di alloro

2 spicchi d'aglio

1/2 peperoncino 

4 cucchiai di olio e.v.o.

sale e pepe


Mettete in ammollo 12 ore prima i ceci e una volta che saranno reidratati cuoceteli in abbondante acqua non salata, con uno spicchio d'aglio e una foglia d'alloro.
Intanto che i ceci cuociono preparate la pasta. In una boule versate la farina e create una fontana,versate l'olio e parte dell'acqua e iniziate ad impastare, aggiungendo poco per volta l'acqua rimanente, trasferitevi poi su di un piano e continuate a lavorare la pasta fino a creare un panetto liscio ed elastico, che lascerete riposare, coperto da pellicola o da un panno umido, per almeno una mezz'ora.
Dopo che la pasta è riposata stendetela in sfoglie abbastanza sottili, fatela asciugare e tagliatela come se fossero delle normali tagliatelle all'uovo.

Quando i ceci saranno cotti, preparate un soffritto finissimo di cipolla, carota e sedano e fatelo andare a fiamma bassa con 4 cucchiai d'olio e.v.o., uno spicchio d'aglio intero, una foglia di alloro e il mezzo peperoncino tritato per almeno 10 minuti, aggiungete poi i ceci cotti e parte dell'acqua di cottura e non appena riprende il bollore i calamari puliti, lavati e tagliati a rondelle, regolate di sale e di pepe e cuocete per circa 25', a questo punto calate le tagliatelle in questa zuppa, che quindi dovrà essere abbastanza brodosa, queste cuoceranno in massimo 2-3 minuti, ma spegnetele qualche secondo prima, perché questa pasta va fatta riposare per almeno 10-15 minuti per gustarla nella massima espressione del suo gusto, servitela con un giro d'olio a crudo e una bella macinata di pepe.






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