lunedì 14 settembre 2015

Schiacciata con l'uva


On air: "Jackson" Johnny Cash & June Carter


Ode al vino

Vino color del giorno,

vino color della notte,

vino con piedi di porpora

o sangue di topazio,

vino,

stellato figlio

della terra,
vino, liscio
come una spada d`oro,
morbido
come un disordinato velluto,
vino inchiocciolato
e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei corale, gregario,
e, quanto meno, scambievole.


A volte
ti nutri di ricordi
mortali,
sulla tua onda
andiamo di tomba in tomba,
tagliapietre del sepolcro gelato,
e piangiamo
lacrime passeggere,
ma
il tuo bel
vestito di primavera
è diverso,
il cuore monta ai rami,
il vento muove il giorno,
nulla rimane
nella tua anima immobile.
Il vino
muove la primavera,
cresce come una pianta di allegria,
cadono muri,
rocce,
si chiudono gli abissi,
nasce il canto.
Oh, tu, caraffa di vino, nel deserto
con la bella che amo,
disse il vecchio poeta.
Che la brocca di vino
al bacio dell`amore aggiunga il suo bacio
Amor mio, d`improvviso

il tuo fianco

è la curva colma

della coppa

il tuo petto è il grappolo,

la luce dell`alcol la tua chioma,

le uve i tuoi capezzoli,
il tuo ombelico sigillo puro
impresso sul tuo ventre di anfora,
e il tuo amore la cascata
di vino inestinguibile,
la chiarità  che cade sui miei sensi,
lo splendore terrestre della vita.

Ma non soltanto amore,

bacio bruciante

e cuore bruciato,

tu sei, vino di vita,

ma amicizia degli esseri, trasparenza,

coro di disciplina,

abbondanza di fiori.
Amo sulla tavola,
quando si conversa,
la luce di una bottiglia
di intelligente vino.
Lo bevano;
ricordino in ogni
goccia d`oro
o coppa di topazio
o cucchiaio di porpora
che l`autunno lavorò
fino a riempire di vino le anfore,
e impari l`uomo oscuro,
nel cerimoniale del suo lavoro,
e ricordare la terra e i suoi doveri,
a diffondere il cantico del frutto.

Pablo Neruda

Quando settembre entra nella sua vecchiaia e già ottobre comincia a nascere l'aria della mia valle si riempie di moscerini e dell'odore dell'uva in fermentazione, quasi ogni casa mette mano alle botti e ai torchi per iniziare il magico rito della vendemmia, allora tutto rallenta e diventa più ovattato e soffuso e la natura stessa cambia musica preparandosi all'arrivo dell'imminente stagione fredda.

Finalmente si cominciano a raccogliere i primi frutti di un duro lavoro durato un'estate intera, in ogni chicco c'è una goccia di sudore di uomini e donne che li hanno accuditi e coltivati, in ogni chicco c'è l'umiltà di questa terra, una terra benedetta da Dio e conservata per anni da uomini sapienti e laboriosi.

L'altro giorno poi insieme all'amore che ho per la mia valle e riaffiorata una piccola memoria: quella della schiacciata con l'uva fiorentina assaggiata per l'appunto a Firenze, una delle città che porto davvero nel cuore e ho provato a realizzarla.

Ingredienti per la pasta del pane:

Farina tipo "0" 500 g

1 cucchiaino di malto

300 ml di acqua

lievito di birra 12 g


Ingredienti per il condimento:

100 g di zucchero

800 g di uva nera

8 cucchiai di olio e.v.o


Per realizzare la schiacciata iniziate preparando la pasta di pane: sciogliete il lievito in poca acqua tiepida e aggiungete un cucchiaino di malto, mescolate e lasciate riposare per qualche minuto. Mettete la farina setacciata in una una ciotola, aggiungete il composto di lievito, acqua e malto e cominciate ad impastare, aggiungendo a filo l'acqua restante. Quando avrete ottenuto una consistenza liscia e morbida trasferite il composto su una spianatoia infarinata e lavoratelo brevemente con le mani. Formate una palla e mettetela in una terrina, coperta con un canovaccio pulito e inumidito,quindi lasciate lievitare per un paio d'ore nel forno, spento e chiuso ma con la luce accesa: l'impasto dovrà raddoppiare il suo volume.
Quando la pasta sarà pronta impastatela di nuovo con 50 g di zucchero e 4 cucchiai d'olio, per altri 5 minuti.
Prendete l'uva, lavatela sotto l'acqua fredda corrente e staccatene tutti gli acini. Dividete la pasta di pane in due parti e stendetele entrambe con l'aiuto di un mattarello, fino ad ottenere lo spessore di 1 cm. Oliate una teglia delle dimensioni di 40x30 cm, quindi adagiate una sfoglia di pasta e cospargetene interamente la superficie con metà della quantità totale di uva, un cucchiaio di zucchero e dell'olio e.v.o.
A questo punto coprite il tutto con la seconda sfoglia di pasta, sulla quale porrete i restanti acini d'uva, quindi spolverizzate con lo zucchero e cospargete la superficie della schiacciata con l'olio d'oliva che rimane. Infornate per 50-60 minuti in forno preriscaldato a 180 °C; quando sarà pronta fatela raffreddare e servitela tagliata a pezzi.























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