Ragù di agnello

Fare il ragù, di qualunque tipo esso sia, è sempre una cosa seria e diventa quasi un rito da eseguire con molta pacatezza mentale in modo da riuscire a cogliere tutta la melodia che questa preparazione sprigiona e mentre questo cuoce sedersi in poltrona a leggere un buon libro e sentirsi pervadere dalle parole e dagli odori e poi vedere pian piano i parenti arrivare e sorridere sentendo l'odore e andare in cucina a curiosare tra le pentole.



Ieri però ho voluto cambiare e non fare il solito ragù con il trito di manzo e maiale e ho deciso di farlo con l'agnello e mai idea fu più indovinata poiché è venuto uno dei migliori ragù che io abbia mai mangiato e le tagliatelle hanno preso la via del paradiso una volta condite con questo sugo.


500 g di polpa di spalla d'agnello

500 g di passata di pomodoro

1 bicchiere di vino rosso

6 cucchiai d'olio

3 spicchi d'aglio

1 rametto di rosmarino

2 foglie di alloro

6 cucchiai di olio e.v.o

sale e pepe

Disossate la spalla, ma se non siete in grado fatelo fare dal vostro amato macellaio, e poi tagliatela a tocchetti abbastanza piccoli. Terminata questa operazione, in un tegame mettete i sei cucchiai d'olio e i tre spicchi d'aglio che avrete tagliato a metà e a cui avrete tolto l'anima e fatelo soffriggere a fiamma bassissima non appena sarà dorato toglietelo e mettete la carne a rosolare a fiamma viva.
Quando l'agnello sarà ben rosolato sfumate con il vino e quando quest'ultimo sarà evaporato aggiungete la passata di pomodoro, l'alloro, il rametto di rosmarino, una bella macinata di pepe e il sale e lasciate cuocere per almeno due ore e mezzo a fuoco bassissimo con il coperchio leggermente spostato e mescolando di tanto in tanto.




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