domenica 24 maggio 2015


Di nuovo qui c'è solo il coltello e quelle tagliatelle, quel piano di legno con tutti i gesti che sono serviti a fare quelle striscioline di pasta sono vecchi, uno quanto la storia della mia famiglia e gli altri quanto la memoria degli uomini e ho avuto la fortuna di ereditarli entrambi dalla mia bisnonna e da mia nonna.

Tutto sembra semplice, a partire dagli ingredienti, ma nulla lo è. Un uovo non è semplice, un uovo è un pezzettino di Dio chiuso in guscio di calcare e questo lo posso affermare da ateo, con due uova molte mi sono risolto quella fame improvvisa che arriva in un qualsiasi momento della giornata, con due uova in cucina puoi considerarti ricco, se hai voglia di salato puoi farle fritte o sode con un po' di maionese, se si ha voglia di dolce si possono sbattere con dello zucchero e dopo averle mangiate si può andare dove si vuole. Per non parlare poi della farina, forse una delle basi della nostra civiltà, perché senza farina non c'è pane e senza pane non c'è la sacralità della tavola e del mangiare.

Ogni volta che prendo questo piano di legno e impasto sento la voce della mia bisnonna chiamarmi e allora nell'impastare e nel tirare la pasta ci metto tutta la cura e tutta la forza possibili e ogni volta cerco di avvicinarmi a lei che dopo quattro anni continua a mancarmi ogni giorno perché quelle tagliatelle riunivano una famiglia intera.



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