mercoledì 27 maggio 2015

Arte del recupero romanesca nel cuore di Milano

E che ce vo’
pe’ fa’ la Panzanella?
Nun è ch’er condimento sia un segreto,
oppure è stabbilito da un decreto,
però la qualità dev’esse quella.
In primise: acqua fresca de cannella,
in secondise: ojo d’uliveto,
e come terzo: quer di-vino aceto
che fa’ venì la febbre magnarella.
Pagnotta paesana un po’ intostata,
cotta all’antica,co’ la crosta scura,
bagnata fino a che nun s’è ammollata.
In più, per un boccone da signori,
abbasta rifinì la svojatura
co’ basilico, pepe e pommidori.

E oggi ho preso spunto dal mitico Aldo Fabrizi per prepararmi un pranzo con tutti i crismi, avevo infatti tre quarti di un filoncino di pane duro come il legno, qualche pomodorino e delle foglie di basilico messe in un barattolino in frigo. Ho tagliato a fette il filoncino, con non poca difficoltà, e l'ho messo a bagno con un bicchiere d'acqua e un po' d'aceto, lo stesso ho fatto con una cipolla tagliata a fette.
Quando il pane si è ben bagnato l'ho strizzato e messo in una boule, ho poi lavato e tagliato i pomodorini (10 o 12), vi ho aggiunto delle zucchine grigliate sott'olio, la cipolla scolata anch'essa dall'acqua e aceto, due belle cucchiaiate d'olio e.v.o., sale, un'abbondantissima macinata di pepe nero e le foglie di basilico spezzate a mano. Io l'ho fatta così, molto semplice, ma ciò non toglie che voi possiate aggiungere mozzarelline (magari di bufala), olive snocciolate, uova sode, tonno o fagioli cannellini lessati (diventerà così un ottimo piatto unico!).
E' un piatto che di base non costa nulla, si fa con gli avanzi ed è adattissimo all'estate che si approssima. Guai a comprare il pane per fare questa ricetta! Più è vecchio e meglio è! Vi auguro quindi un buon appetito!

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